Lucca Comics 2012

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Lucca Comics sta per partire e noi con lei. Ecco un piccolo REMINDER su dove potrete trovarci e a fare cosa:

Tutti i giorni, a quasi tutte le ore (esclusa la notte e le pause pipì), saremo ospiti dello stand della 80144 Edizioni, padiglione San Giusto, stand E402. Qui sotto una comoda mappa per tutti quelli che non hanno un iPhone o che hanno un iPhone 5: 

 

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Ci troverete lì a disegnare senza sosta alcuna e a distribuire gadgets e sorrisi, in maniera equamente bilanciata. Manfredi lo riconoscerete dalla frusta. Per quel che riguarda i gadgets invece, questo è il primo (ma ne sono previsti anche molti altri se ci verrete a trovare): stampa ad edizione limitata (200 esemplari) su carta acquarello avorio, pronta per raccogliere le nostre arzigogolate firme...

 

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E' inoltre prevista un presentazione del libro: si terrà il 3 Novembre alle ore 17 nella sala Fanucchi della Camera di Commercio di Lucca e il moderatore sarà Andrea Plazzi. QUI l'evento Facebook.

Non vi resta che fare i bagagli e raggiungerci, vi aspettiamo!

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Non fosse che.....

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Prima recensione di comics blog: sarebbe anche ottima, non fosse che hanno messo Fabrizio Longo come sceneggiatore, quando è uno dei disegnatori.....

 

UPDATE : l' articolo è stato corretto. Grazie mille a Daniele per la celerità nel farlo.

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COMING SOON

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Presto nelle migliori librerie. Ma anche in quelle peggiori. E se ci gira pure in quelle nella media...toh....crepi l'avarizia!

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Posando l'ultima pietra

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Ok. Sono Fabry ed è da parecchio che non scrivo ( vedasi i post sulla strage di Capaci a Via D'Amelio). Siamo usciti dal tour de force del fumetto per Einaudi alla fine di settembre, con la realizzazione della copertina (ultimata da noi in tempi record fra mille imprevisti, causa richiesta di rimanere in frangenti strettissimi come sempre). La nostra emozione di vedere la stessa finita, con i titoli, il logo ecc. ( cioè come anche voi ora potete vedere sul catalogo di Einaudi) non può essere descritta dalle parole...Comunque, dato che ormai i giochi son fatti e per dare sostanza a questo post, vi mostro qui di seguito le mie matite della copertina, dato che le avevamo già manifestate su facebook ma non qui; invece il link del catalogo lo trovate sempre in questa pagina ma in altro post. Seguiteci per vedere altre eventuali news. F.L.



Trauma: danni da progetti collaterali

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Metti che ti piaccia il rap e un giorno arrivino dei loschi figuri a dirti: "Oh, ci disegni la grafica x il nostro disco?". Metti che la loro crew si chiami Sho Comicz e siano appassionati di fumetto. Poi magari aggiungici che sono anche amici tuoi. Ecco a quel punto, tu, cosa gli risponderesti?  Io personalmente ho risposto: "Si ok, no problem". E per l'occasione mi sono pure dato al colore digitale per la prima volta in vita mia (col mouse però, che se non faccio le cose con un filo di romanticismo retrò non mi sento nemmeno vivo). Qui sopra trovate il risultato finale. YO!
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Mentre la città dorme..

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Mentre la città dorme io aumento il carico di lavoro. Succede da mesi e la prova più schiacciante è il tempo che è trascorso fra l' ultimo post e questo. Orari assurdi per stare dentro a consegne pressanti fanno di me un animale notturno dalle evidenti occhiaie segnate. Avrei anche un sacco di cose da scrivere, da sperimentare, da condividere ed aggiornare ma la notte è sempre troppo corta. Il mattino arriva sempre troppo velocemente. Io sono troppo lento.
Questo disegno ad esempio è figlio di una notte, seppure diversa dalle mille che si sono susseguite da allora: ero in Sardegna, ero sereno, ero riposato, ero in una veranda immersa in una pineta, c' era una volpe con cui io e il mio compare condividevamo le cene tutte le sere. A quel tempo il mattino era solo un appendice della notte prima e non una linea netta di confine con cui dover fare i conti. Da quelle notti ho riportato a casa un bel po' di disegni che forse in QUESTE notti troverò il tempo di mostrarvi.
Sempre che il mattino non arrivi troppo presto.
Sempre che io non sia troppo lento.

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Panini, armi, rimproveri e strane pastiglie

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La Feltrinelli

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Il Mon Âme studio invade il mercato, ormai è oggettivo. Mi spiego. L'altro giorno trotterellavo bel bello nella nuova Cattedrale Feltrinelli di Genova, con mio padre affianco. Quand' ecco al piano 2 di 6, reparto Gialli, apparirmi "Bellini e gli spiriti" di Tony Bellotto e la sua splendida (nonchè nostra) copertina. Lo faccio notare a mio padre con malcelata modestia  filiale ovvero con una faccia del tipo: vedi che non li hai proprio gettati nel cesso i soldi x la mia istruzione? Lui sembra capire ed accenna un sorriso compiaciuto.
Proseguo nel mio itinerario fino a raggiungere la vetta, talmente in alto che pensavo ci avrei trovato  Messner ed un paio di sherpa accampati ad attendermi : piano 6 di 6, reparto Fumetti. E lì, forse a causa del'aria rarefatta, noto come in un miraggio Toilet Comics, (due  nostre storie brevi al suo interno) spalla a spalla con Andrea Pazienza. Lo faccio notare a mio padre con ostentata autostima filiale ovvero con una faccia del tipo: non so se ti rendi conto di chi sia tuo figlio!!
Lui mi guarda con la faccia di chi paga le mie bollette.
Usciamo felici di avere ognuno la faccia che si merita e ci buttiamo nel freddo invernale attraverso le porte scorrevoli.


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Mozzarella, alambicchi e ombre inquietanti...

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Patchwork

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Un po' di immagini selezionate col tasto RANDOM dalla cartella in cui risiedono le tavole ancora da ripassare a linea. Non provate a trovare un senso logico e consecutivo al tutto, visto che ogni vignetta è presa da una tavola diversa. Oppure fatelo e poi ditemi che storia da ubriaconi è venuta fuori. Mentre vi spremete le meningi io continuerò ad impegnare gran parte del mio tempo nella lotta contro la logica di mercato secondo la quale un costume da bagno DEVE costare più di 50 euro. Se cedessi, non ci sarebbe  più nessun fumettista sulle spiagge. Tranne i professionisti del pennino che hanno un doppio lavoro, che sono figli di "papi" (con o senza "Pier" davanti al nome di battesimo) o  sono amici degli amici. Oppure quelli privi di ogni elementare talento, ovviamente.
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Di sputi e di loschi affari

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A.P.
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Foto di gruppo

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"Giovanni...

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...hanno messo una bomba. Hanno ammazzato Rocco"
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The weather man

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vig 1-4 tav 153

Non ho tempo. E non ho voglia. E' un periodo in cui la confusione ingoia tutto il mio tempo e le briciole che le cascano dalla bocca le conservo al riparo dalle abitudini. Le mie principali abitudini sono il disegnare o lo scrivere post per questo blog (se si esclude la caccia al cinghiale e orinare negli angoli per segnare il territorio). Questo è il motivo per cui non aggiorno, non posto e non disegno più nei pochi momenti di calma che riesco a trovare. La mia vita è un casino e continuo a scordare cose di varia importanza, dalle meno gravi (tipo: hey come si chiamava quel tipo che mi ha appena salutato) a cose di indubbia rilevanza (tipo: hey ma ieri era il compleanno di mio padre!!). Credo che il cardine di tutto questo meccanismo sia la mia ormai totale e sempre più cronica mancanza di voglia per la lotta. Il sole splende, le ragazzine scoprono di avere la quarta di reggiseno e le dita sbocciano dalle infradito come primule nel caldo mattino. Io resto chiuso in casa a disegnare tatuaggi x gli amici, loghi per tedeschi pazzi conosciuti sul web e vignette come quella qui sopra, le tasche vuote di chi non ha capito ancora come fottere il sistema. Senza un mojito e un tormentone radiofonico in spagnolo questo periodo non si affronta. Io vi ho avvisato.....
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Promo GCS (Gente Che Spacca)

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Nel 1878 il Maggiore Henry George Raverty, linguista autodidatta e ufficiale in forza all'esercito inglese d'occupazione in Afghanistan – nulla di nuovo sotto il sole – pubblica a Londra un suo Notes on Afghanistan and Baluchistan,
un breviario di storia, lingua e grammatica afghane.
Per meglio far comprendere a Sua Maestà come funzionano le teste
di quegli esotici, duri montanari, che nel corso di tre guerre
Le hanno causato tre malditesta,
aggiunge un centinaio di massime e proverbi indigeni.

Più di un secolo dopo, nel 1983, il suo antico manuale è affidato a Filippo Scòzzari che, estasiato da quell’aliena saggezza, sceglie trenta fra i proverbi più divertenti e strampalati, e li rivisita, disegnandoli per la rivista FRIGIDAIRE.

Passano altri ventisei anni, e quei proverbi illustrati diventano introvabili.
Ma non dimenticati.

Nel 2009 Scòzzari, che continua ad esserne innamorato, decide di riportarli in vita e ne propone una nuova edizione alla GRRRzetic, che capisce al volo e li ripresenta,
freschi come allora, stimolanti come allora, utili come allora.
E adesso finalmente dell’Afghanistan ne sappiamo un pochetto di più.

Filippo Scòzzari * PROVERBI AFGHANI * 96 pp. * b/n *
ISBN: 978-88-96250-00-6 * € 15

Distribuito da Alastor, Pan Distribuzione, NdA
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Omicidio Bontate - Matita

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Tav. 80
A.P.


Guerra e Pace

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Il fumettista è un lavoro. So che può sembrarvi strano ...soprattutto se siete dei manovali con dei calli sulle mani spessi come "guerra e pace" (vi rispetto...soprattutto se siete MOLTO grossi). Quando lavori tutto il pomeriggio sulla vignetta qui sopra ti ripeti che è figo essere un' artista del cazzo però "uff le mie povere pupille, il mio povero pancino che mi fa male, il mio povero caffè che dovrò andare a bere ADDIRITTURA nell'altra stanza...". Poi guardi fuori dalla finestra. Un nerboruto e pelosissimo uomo in salopette smadonna spingendo una carriola che tracima mattoni. Con "guerra e pace" in mano (?!). E tu, artistoide del cazzo, riprendi il tuo pennello in mano, sospiri e ringrazi cmq Dio (o chi ne fa le veci) che sugli occhi non possano crescere calli.
A.P.


Tzick

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Esisterà un metodo per fare una pagina a matita e non ritrovarsi un rilucente strato di grafite spalmato fino al gomito? La risposta è: esiste ma io non sono in grado di applicarlo...




A.P.



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Buon Anno!

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Insonne n.11: Enjoy the silence?

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Stavo rischiando di finire di nuovo nel silenzio stampa, dopo aver scritto il mio primo e fin'ora unico post, colpa dello stacanovismo obbligatorio, ma un po' anche dei casini con il pc stesso, con il quale quindi l'andazzo non è sempre dei migliori ( sì, quando ti ci rapporti tutto il giorno il pc diventa una persona vera e propria e comincia anche lui ad avere gli attacchi di isteria...). Speravo di riuscire a farmi vivo prima, ma destino vuole che ci riesca solo ora, per il tanto risicato Insonne n.11. Non lo nego, subito temevo che il fumetto passasse inosservato, e in un certo senso che si facesse silenzio, chiaramente un silenzio diverso dal mio. Per fortuna questa assenza si è interrotta, e come è inevitabile, assieme all'arrivo del suono possono giungere anche rumori. Questi a volte accompagnano il suono , ma ne esistono alcuni che sono molesti e basta; vorrei forse un riparo al presentarsi dei rumori pesanti, o al riecheggio di quelli passati ma sempre vivi. Suppongo sia sempre meglio nella vita che ci sia del suono , del rumore anche molesto, piuttosto del nulla. Intendiamoci, il lavoro è venuto molto bene, nonostante tutti gli imprevisti causati dalla precedente e poco affidabile gestione editoriale che aveva lasciato il tutto nel forse, allungando i tempi a dismisura, e indefinendo il destino stesso dell'opera. Se il lavoro è venuto bene ed è accreditato a noi questo è quello che conta, conta che i nostri sforzi e il nostro impegno abbiamo raggiunto il risultato, quindi posso dirmi globalmente soddisfatto per entrambi, e normalmente mi basterebbe così, punto. Purtroppo però,devo inevitabilmente dare a questo post una natura duplice, voglio infatti spezzare due lance, a favore nostro e nella schiena di altri, non ce ne sarebbe bisogno se in passato non fossero volate dichiarazioni affrettate:


Prima lancia: questa scusatemi ma devo assolutamente spezzarla a favore mio ( sono Fabri, of corse), per un problema personale che non sono mai riuscito a risolvere, perché ci sono dei discorsi che mi sono rimasti di traverso da anni ed anche se al tempo ne ho discusso civilmente questo non è servito a far cessare le affermazioni stupide nei miei confronti. Si tratta delle convinzioni errate di alcuni persone ( nostri conoscenti del luogo e del mestiere), che non hanno voluto finora sentire ragioni (temo un poco che le convinzioni errate possano ora essere fomentate dalle recensioni sui siti di fumetti , in cui giustamente basandosi sui credits del fumetto stampato hanno inserito tavole a matita e china come esempio, accreditando matite e chine di ogni tavola ad entrambi. Non me la prendo per questa che è una cosa normale, e non ho nulla da rimostrare a tali siti, anzi, hanno parlato benissimo del nostro numero, ce ne fossero sempre di recensioni così ricche , per tutti i fumetti……………..http://www.ubcfumetti.com/preview/?17190).


Tornando al problema, mi spiego subito: è accaduto in passato che queste persone, osservando le tavole dell'albo in fase di realizzazione, se ne siano venute fuori con SUPPONENZA con esclamazioni del tipo che quello non era certo il mio stile e che quindi non potevo essere io ad aver ripassato, o che è stato il mio socio a inchiostrare ma non io ecc. ed io ho spiegato loro ( più volte,il discorso è venuto anche per altri lavori) che questo e altri fumetti da noi realizzati, è stato fatto separandoci le tavole e disegnando e chinando ognuno le proprie. E' vero che a volte disegno fumetti anche da solo, con tempi più brevi e varie ed eventuali, ma è un discorso a parte. Le supponenze si basano solo su miei precedenti lavori personali, nei quali essendo io alle prime armi, utilizzai uno stile molto diverso, legato a quanto appreso alla scuola del fumetto e agli autori che guardavo; inoltre i tempi strettissimi di lavoro che ho dovuto affrontare, completamente senza esperienza e con il sistema insegnatomi, (inadatto alle tempistiche), si sommavano agli altri ingredienti, che mescolati, hanno portato ad una buona riuscita solo parziale del lavoro. Quindi riguardo ai passati e futuri commenti di confronto fra le mie storie precedenti e questo fumetto dell'Insonne rispondo: dover fare al proprio esordio 94 pagine in 4 mesi, da solo e senza esperienza, con uno stile che non ha ancora passato la trafila dell'evoluzione,e affrontare tempi assurdi anche nei lavori immediatamente successivi, non è come aver fatto queste 63 tavole dell'Insonne, in due persone e in un anno e mezzo, con le esperienze dei lavori precedenti in corpo. E in un tempo così lungo hai voglia di cura delle tavole. Capirete che sono discorsi che non fa mai piacere sentire ad un disegnatore, sarebbe come se si dicesse che un colorista che non ha fatto altro che colorare disegni altrui non potrà disegnare, qualunque colorista si incazzerebbe giustamente. Quanto ho fatto in passato non significa affatto che io non possa disegnare e ripassare in altre maniere, e l'Insonne ne è la dimostrazione. Ci siamo separati le tavole, non i ruoli ( per inciso, la tavola di questo post è mia).




Lo capisco che può suonare strano come metodo, non è una cosa che fanno tutti gli studi o tutte le coppie del mestiere, perché non è per niente facile, ma quando ci riesci viene fuori un'opera che ti ripaga di ogni placcaggio che hai dovuto fare nel fango, di ogni scornamento e notte in bianco Quindi, per favore, lo dico senza l'arroganza di certi autori ma con l'esasperazione che mi hanno messo addosso quelle persone, spero che i discorsi superficiali siano finiti.


Non voglio essere frainteso, so che parrebbe che io stia prendendo le distanze da Ale, o che cerchi di distinguermi da lui, ma se fosse così non lavoreremmo nemmeno assieme, specialmente su un'opera così importante e mastodontica come la "storia del Pool antimafia" per l'Einaudi.


E non può essere così anche per un altro motivo, con il quale spezzo la





Seconda Lancia: a favore di Ale e per il nostro Mon Ame studio, e a discapito di tutta una tipologia a parte fra gli insegnanti delle scuole di fumetto, quelli burberi e inadatti direttamente al loro ruolo.


Affinché sia chiaro, noi non vedevamo l'ora di poterci cimentare in un fumetto Pubblicato e fruibile ( e che ca…) utilizzando uno stile mignoliano. E' stato da quando andammo alla nostra prima fiera di Lucca come futuro studio, in cui vedemmo le raccolte uscite per il film di Hellboy, e ci venne la cosiddetta "fotta" di poter, più avanti, utilizzare quello stile, un Mignola che già conoscevamo ma che eravamo forse un pò traviati dagli insegnamenti ricevuti per poterlo studiare a fondo . Ne avremmo avuto la possibilità se il progetto sugli Hell's Angels di Manfredi fosse andato in porto ( e non era la solita storia di angeli, vi assicuro) , poi abbiamo provato con Alta Fedeltà vol.5, con una storia di 10 tavole incentrata sul personaggio storico di Atahualpa nei suoi ultimi giorni di vita, ovviamente Hellboy style. Un'altra storia con i controcazzi ( e per dirlo io che è una parola che odio ). Niente, non sappiamo nulla del volume. Poi finalmente arrivò l' Insonne n. 11, e quale storia poteva essere più adatta per uno stile del genere? Quindi, tornando alla tipologia di insegnanti di prima,direi che è una razza a cui apparteneva un esemplare della scuola del fumetto che noi frequentammo; questi disse che il nostro studio al di fuori del suo entourage scolastico non avrebbe mai guadagnato nulla, che non avremmo mai fatto niente. La risposta a questa affermazione già si conosce. Forse la Einaudi vuole spiegargli alcune cose.


F.L.