Insonne n.11: Enjoy the silence?

Bookmark and Share






Stavo rischiando di finire di nuovo nel silenzio stampa, dopo aver scritto il mio primo e fin'ora unico post, colpa dello stacanovismo obbligatorio, ma un po' anche dei casini con il pc stesso, con il quale quindi l'andazzo non è sempre dei migliori ( sì, quando ti ci rapporti tutto il giorno il pc diventa una persona vera e propria e comincia anche lui ad avere gli attacchi di isteria...). Speravo di riuscire a farmi vivo prima, ma destino vuole che ci riesca solo ora, per il tanto risicato Insonne n.11. Non lo nego, subito temevo che il fumetto passasse inosservato, e in un certo senso che si facesse silenzio, chiaramente un silenzio diverso dal mio. Per fortuna questa assenza si è interrotta, e come è inevitabile, assieme all'arrivo del suono possono giungere anche rumori. Questi a volte accompagnano il suono , ma ne esistono alcuni che sono molesti e basta; vorrei forse un riparo al presentarsi dei rumori pesanti, o al riecheggio di quelli passati ma sempre vivi. Suppongo sia sempre meglio nella vita che ci sia del suono , del rumore anche molesto, piuttosto del nulla. Intendiamoci, il lavoro è venuto molto bene, nonostante tutti gli imprevisti causati dalla precedente e poco affidabile gestione editoriale che aveva lasciato il tutto nel forse, allungando i tempi a dismisura, e indefinendo il destino stesso dell'opera. Se il lavoro è venuto bene ed è accreditato a noi questo è quello che conta, conta che i nostri sforzi e il nostro impegno abbiamo raggiunto il risultato, quindi posso dirmi globalmente soddisfatto per entrambi, e normalmente mi basterebbe così, punto. Purtroppo però,devo inevitabilmente dare a questo post una natura duplice, voglio infatti spezzare due lance, a favore nostro e nella schiena di altri, non ce ne sarebbe bisogno se in passato non fossero volate dichiarazioni affrettate:


Prima lancia: questa scusatemi ma devo assolutamente spezzarla a favore mio ( sono Fabri, of corse), per un problema personale che non sono mai riuscito a risolvere, perché ci sono dei discorsi che mi sono rimasti di traverso da anni ed anche se al tempo ne ho discusso civilmente questo non è servito a far cessare le affermazioni stupide nei miei confronti. Si tratta delle convinzioni errate di alcuni persone ( nostri conoscenti del luogo e del mestiere), che non hanno voluto finora sentire ragioni (temo un poco che le convinzioni errate possano ora essere fomentate dalle recensioni sui siti di fumetti , in cui giustamente basandosi sui credits del fumetto stampato hanno inserito tavole a matita e china come esempio, accreditando matite e chine di ogni tavola ad entrambi. Non me la prendo per questa che è una cosa normale, e non ho nulla da rimostrare a tali siti, anzi, hanno parlato benissimo del nostro numero, ce ne fossero sempre di recensioni così ricche , per tutti i fumetti……………..http://www.ubcfumetti.com/preview/?17190).


Tornando al problema, mi spiego subito: è accaduto in passato che queste persone, osservando le tavole dell'albo in fase di realizzazione, se ne siano venute fuori con SUPPONENZA con esclamazioni del tipo che quello non era certo il mio stile e che quindi non potevo essere io ad aver ripassato, o che è stato il mio socio a inchiostrare ma non io ecc. ed io ho spiegato loro ( più volte,il discorso è venuto anche per altri lavori) che questo e altri fumetti da noi realizzati, è stato fatto separandoci le tavole e disegnando e chinando ognuno le proprie. E' vero che a volte disegno fumetti anche da solo, con tempi più brevi e varie ed eventuali, ma è un discorso a parte. Le supponenze si basano solo su miei precedenti lavori personali, nei quali essendo io alle prime armi, utilizzai uno stile molto diverso, legato a quanto appreso alla scuola del fumetto e agli autori che guardavo; inoltre i tempi strettissimi di lavoro che ho dovuto affrontare, completamente senza esperienza e con il sistema insegnatomi, (inadatto alle tempistiche), si sommavano agli altri ingredienti, che mescolati, hanno portato ad una buona riuscita solo parziale del lavoro. Quindi riguardo ai passati e futuri commenti di confronto fra le mie storie precedenti e questo fumetto dell'Insonne rispondo: dover fare al proprio esordio 94 pagine in 4 mesi, da solo e senza esperienza, con uno stile che non ha ancora passato la trafila dell'evoluzione,e affrontare tempi assurdi anche nei lavori immediatamente successivi, non è come aver fatto queste 63 tavole dell'Insonne, in due persone e in un anno e mezzo, con le esperienze dei lavori precedenti in corpo. E in un tempo così lungo hai voglia di cura delle tavole. Capirete che sono discorsi che non fa mai piacere sentire ad un disegnatore, sarebbe come se si dicesse che un colorista che non ha fatto altro che colorare disegni altrui non potrà disegnare, qualunque colorista si incazzerebbe giustamente. Quanto ho fatto in passato non significa affatto che io non possa disegnare e ripassare in altre maniere, e l'Insonne ne è la dimostrazione. Ci siamo separati le tavole, non i ruoli ( per inciso, la tavola di questo post è mia).




Lo capisco che può suonare strano come metodo, non è una cosa che fanno tutti gli studi o tutte le coppie del mestiere, perché non è per niente facile, ma quando ci riesci viene fuori un'opera che ti ripaga di ogni placcaggio che hai dovuto fare nel fango, di ogni scornamento e notte in bianco Quindi, per favore, lo dico senza l'arroganza di certi autori ma con l'esasperazione che mi hanno messo addosso quelle persone, spero che i discorsi superficiali siano finiti.


Non voglio essere frainteso, so che parrebbe che io stia prendendo le distanze da Ale, o che cerchi di distinguermi da lui, ma se fosse così non lavoreremmo nemmeno assieme, specialmente su un'opera così importante e mastodontica come la "storia del Pool antimafia" per l'Einaudi.


E non può essere così anche per un altro motivo, con il quale spezzo la





Seconda Lancia: a favore di Ale e per il nostro Mon Ame studio, e a discapito di tutta una tipologia a parte fra gli insegnanti delle scuole di fumetto, quelli burberi e inadatti direttamente al loro ruolo.


Affinché sia chiaro, noi non vedevamo l'ora di poterci cimentare in un fumetto Pubblicato e fruibile ( e che ca…) utilizzando uno stile mignoliano. E' stato da quando andammo alla nostra prima fiera di Lucca come futuro studio, in cui vedemmo le raccolte uscite per il film di Hellboy, e ci venne la cosiddetta "fotta" di poter, più avanti, utilizzare quello stile, un Mignola che già conoscevamo ma che eravamo forse un pò traviati dagli insegnamenti ricevuti per poterlo studiare a fondo . Ne avremmo avuto la possibilità se il progetto sugli Hell's Angels di Manfredi fosse andato in porto ( e non era la solita storia di angeli, vi assicuro) , poi abbiamo provato con Alta Fedeltà vol.5, con una storia di 10 tavole incentrata sul personaggio storico di Atahualpa nei suoi ultimi giorni di vita, ovviamente Hellboy style. Un'altra storia con i controcazzi ( e per dirlo io che è una parola che odio ). Niente, non sappiamo nulla del volume. Poi finalmente arrivò l' Insonne n. 11, e quale storia poteva essere più adatta per uno stile del genere? Quindi, tornando alla tipologia di insegnanti di prima,direi che è una razza a cui apparteneva un esemplare della scuola del fumetto che noi frequentammo; questi disse che il nostro studio al di fuori del suo entourage scolastico non avrebbe mai guadagnato nulla, che non avremmo mai fatto niente. La risposta a questa affermazione già si conosce. Forse la Einaudi vuole spiegargli alcune cose.


F.L.


2 commenti:

scott_ronson ha detto...

Io ho apprezzato moltissimo il Van Helsing / Isaia Metus
:-)

Buon lavoro einaudiano!

F.L. ha detto...

Grazie Scott, volevamo dargli anche l'indole di Van Helsing, come ovviamente Di Bernardo concepì Isaia a suo tempo.
Un saluto e un grazie da entrambi!